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CON ENPA PER UN ETICO 2017
Mercoledì 8 e 15 marzo
vi aspettiamo al corso per balie e stallanti!
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Domenica 26 marzo
mega evento con i bulldog inglesi al parco castelli
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Domenica 21 maggio
mega evento al parco Nassirya
In cerca di casa

Gatti
Gatti

Cani
Cani

giovedì 2 marzo 2017

Ti piacciono i micetti? Corso per balie e stallanti Enpa Brescia!

La Sezione di Brescia dell’Ente Nazionale Protezione Animali ha organizzato nelle serate di mercoledì 8 e mercoledì 15 Marzo un corso tenuto dalla veterinaria Dott.ssa Cristina Magri dedicato a balie e stallanti.

Anche quest’anno, con l’arrivo delle prime cucciolate, infatti, potrebbero essere molti i gattini orfani o abbandonati che avranno bisogno di cure nel loro primo periodo di vita e, in particolare, di essere seguiti nello svezzamento in mancanza della mamma.
Lo svezzamento è una fase cruciale per la sopravvivenza ed il corretto sviluppo sia fisico sia emotivo dei cuccioli. Per chi se ne prende cura può essere molto gratificante, ma richiede anche un certo impegno dato che in quel periodo i gattini dipendono completamente dalla mamma e la sua sostituzione non riguarda solamente l’allattamento ma deve ricoprire una serie di altre funzioni legate, per esempio, alla termoregolazione e alla stimolazione per fare i propri bisogni.
Inoltre, dalla nascita allo svezzamento qualsiasi cucciolo è estremamente vulnerabile e delicato, per cui è necessario acquisire delle chiare e precise nozioni su come prestare il primo soccorso ai gattini e su come proseguire poi con lo svezzamento.

Gli incontri, quindi, si propongono di preparare chi è interessato a questa esperienza, trattando argomenti come l’allattamento nelle sue varie modalità, le differenze fra l’allattamento naturale e quello artificiale, la durata e la gestione dello svezzamento, le precauzioni necessarie da prendere, i rischi in cui incorrono i gattini neonati e come affrontarli per garantirne la salute.

L’iscrizione al corso ha un costo di 15€ per i non associati, mentre è gratuita per i soci, ma verrà data la possibilità di associarsi durante le serate stesse del corso.
In questo caso, con 25€ i partecipanti potranno non soltanto seguire gli incontri ma anche dare un contributo per supportare l’associazione.

Sperando in una numerosa partecipazione, vi aspettiamo mercoledì 8 Marzo alle ore 20.30 presso la Sala civica del Villaggio Sereno, Trav. 12° 58/A.
Per iscriversi al corso o per ricevere maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci all’indirizzo brescia@enpa.org

lunedì 6 febbraio 2017

Elogio alla (frustrante) indomabilità del Gatto


Di questi tempi è sufficiente navigare distrattamente in internet per capire che proprio loro, questi piccoli felini, ne sono diventati dei protagonisti. Gattini impazzano in ogni dove e spesso vengono utilizzati in modo più o meno ironico per trasmettere sensazioni positive come dolcezza e tenerezza.

Questa rappresentazione, però, non corrisponde del tutto all’idea del gatto nell’immaginario comune, soprattutto se considerato come animale domestico e soprattutto se paragonato all’altro animale domestico per eccellenza, il cane.  Del cane, infatti, sono più note e molto più riconosciute le caratteristiche, mentre il gatto è ancora percepito come in un certo senso distante dall’uomo. I padroni dei cani ne decantano la fedeltà, l'obbedienza (più o meno), l’attaccamento incondizionato e l’empatia verso le proprie emozioni senza contare, ovviamente, quello sguardo che nessun altro animale (e probabilmente nemmeno nessun umano) ti rivolgerà mai. In più, al di là della sfera più affettiva, è innegabile anche l’utilità del cane per l’uomo, basti pensare all’aiuto che offrono nelle attività sociali nel caso, per esempio, del supporto alle persone con disabilità e nelle situazioni critiche, come la ricerca di sopravvissuti nei disastri naturali.

E i gatti invece? Quale padrone di gatto non si è mai trovato a doverlo difendere in questa battaglia, cercando argomentazioni ugualmente valide ma trovandosi presto un po' nel panico perché quelle che vengono in mente riguardo all’utilità, per non parlare riguardo alle dimostrazioni di affetto, sono ben poco convincenti. Quindi, nonostante il loro aspetto pacioso e batuffoloso sia comunque disarmante per i più, tende a prevalere la diffidenza verso la loro essenza più selvatica ed indomabile. I gatti passano per dei ruffiani che, se va bene, “si affezionano alla casa” o al cibo facile; sono quelli che invece di correre via con la coda fra le zampe ti guardano con sufficienza quando li sgridi per qualche disastro che hanno combinato e quelli che non ti darebbero la zampa a comando nemmeno in cambio del più prelibato boccone.

La realtà è che, al di là delle specifiche caratteristiche etologiche dei gatti che possiamo considerare più o meno affini al nostro modo d’essere, il rapporto tra gatto e umano si basa sul tempo. Ciò sembra essere comprovato da un recente studio condotto presso la Oakland University in Michigan, secondo cui i gatti sono in grado di interpretare le emozioni dei propri padroni e, soprattutto, lo imparano progressivamente. Lo studio, il primo di questo genere che ha portato a prove convincenti, consisteva nell’osservazione del comportamento di 12 gatti con i rispettivi padroni prima e con degli estranei poi. In entrambi i casi le persone dovevano mostrare segni di contentezza e di irritazione, in particolare attraverso delle espressioni del volto come il sorriso o la fronte corrucciata. Con i padroni sorridenti, i gatti tendevano ad assumere comportamenti positivi (facendo fusa, strofinandosi o accoccolandosi in braccio) e a passare più tempo in loro compagnia rispetto a quando si trovavano di fronte ad un padrone di cattivo umore. Con gli estranei, invece, i gatti tendevano ad assumere comportamenti positivi nella stessa misura, sia che la persona sorridesse sia che fosse irritata. Quello che lo studio suggerisce, quindi, è che i gatti siano più in sintonia con le emozioni umane di quanto si pensi; insomma, sanno comprendere quando siamo felici e quando no. Non c’è da illudersi, ciò non significa che provino empatia. Tuttavia, dimostra che non sono indifferenti ai nostri stati d’animo e, oltretutto, li sanno distinguere e capire attraverso i nostri gesti, solo che tutto ciò lo imparano man mano che il rapporto con l’umano si approfondisce. Il tempo (e la nostra pazienza), infatti, premia e il fatto che il loro affetto per noi non sia immediato non significa che sia meno solido, tutt'altro.

Tutto sommato, quindi, lo studio sembra offrire una speranza ai padroni di questi schizzinosi, incuranti e indomabili mini-felini: sotto sotto anche loro si interessano a noi.

Il tempo, inoltre, gioca quindi un altro ruolo importante, soprattutto nella comparazione cane-gatto. Se le conclusioni raggiunte in questo studio, infatti, sono innovative per quando riguarda i gatti, per i cani invece quelle caratteristiche sono scontate già da un pezzo e sono, infatti, il cavallo di battaglia dei loro padroni. Il fatto è che i cani sono stati addomesticati molto prima dei gatti. Secondo studi genetici, il processo di addomesticamento dei cani è cominciato circa 30 mila anni fa mentre quello dei gatti circa 10 mila anni fa. Questo significa che l’apparente minor distanza nel rapporto fra cane e uomo rispetto a quello fra gatto e uomo potrebbe essere spiegato con il fatto che il cane ha avuto più tempo per adattarsi a noi umani e al nostro modo di vivere.

Magari, tra qualche migliaio di anni, anche i gatti diventeranno matti quando ci vedranno arrivare, ci guarderanno con dolcezza disinteressata e ci seguiranno appena ci allontaniamo di un passo. Solo che per ora, ancora, non ne hanno voglia.


F.R. - Volontaria Enpa Brescia

mercoledì 18 gennaio 2017

In vigore il divieto europeo per le 'tartarughine' nordamericane



Si è atteso quasi due anni da quel 22 ottobre 2014, giorno in cui sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea si chiedeva a tutti i paesi membri di stilare entro il 1 gennaio 2015 un elenco delle specie esotiche invasive, senza distinzione tra animali, vegetali, funghi o microrganismi.


L’elenco, in applicazione al regolamento UE 1143/2014 articolo 7, presenta le specie esotiche invasive valutate rischiose per la flora e la fauna autoctone. Tra le tante specie elencate, risulta inclusa anche la tartaruga americana trachemys scripta. A partire dal 3 agosto quindi per tutte le specie definite invasive sarà:


▪ vietata la riproduzione 

▪ vietato il trasporto

▪ vietato l’acquisto, la vendita e lo scambio e la detenzione

▪ vietato il rilascio

▪ vietato l’allevamento


Per coloro che possiedono già una trachemys scripta sarà possibile continuare a tenerla fino alla fine del ciclo vitale, ma dovrà essere tenuta in condizioni tali da non permetterne la riproduzione e bisognerà dimostrare di averla da prima del 13 luglio 2016. Non sono tuttavia state ancora definite né le sanzioni, né le modalità per dichiarare il possesso di una o più trachemys scripta: per ora non sono ancora previste pene pecuniarie o di altra forma. 

In ogni caso, per tutelarsi, si può cominciare ad inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno o una PEC (Posta Elettronica Certificata) all’ufficio CITES della provincia di residenza (non al Corpo Forestale, in quanto soppresso e non di loro competenza); in tale comunicazione va inserito un fac-simile della dichiarazione seguente:



Il sottoscritto (…)

nato a (…), il (…)

in riferimento al Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/1141 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 14 luglio

dichiara di essere attualmente in possesso di (inserire il numero) esemplari di trachemys scripta (se si conosce il sesso di ogni esemplare, specificarlo), acquistati prima del 13 luglio 2016.


Aspettando un modello per effettuare una dichiarazione ufficiale,

saluto distintamente.

Data 



Due ulteriori consigli:

▪ Non abbandonare le tartarughe: oltre a creare un danno enorme al nostro ecosistema, l’articolo 727 del Codice Penale punisce gli abbandoni con multe dai mille ai 10mila euro e, a discrezione del giudice, anche con detenzione fino ad un anno. Inoltre, si è parlato di un piano per la soppressione indolore delle specie invasive (come già avvenuto in passato) e quindi la tartaruga potrebbe ritrovarsi tra quelle soppresse.

▪ Non comprare più trachemys scripta: è infatti ancora possibile trovarle nei negozi poiché i negozianti hanno due anni di tempo per finire le ‘scorte’. In generale, ENPA raccomanda di non comprare mai animali in negozi (o altrove) ma ricorrere ad adozioni.

martedì 10 gennaio 2017

Un recupero dal sapore d'avventura

"Ventimila leghe sotti i mari”.  Questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente quando una gentile signora ha aperto la porta che scende per due piani sotto terra fino alle cantine di un palazzo nel Centro di Brescia…
Una storia come tante per Enpa Brescia. Una signora chiama in sede, segnala che da un paio di settimane c’è un gatto intrappolato nel vano cantine del palazzo vicino,  che ha cercato di recuperarlo ma non sa come fare e chiede l’aiuto dei volontari  di Enpa Brescia.
Si attiva subito il tam tam telefonico: chi può dare un’occhiata? Chi è in zona? Ok, volontaria trovata si parte!
Così inizia la mia avventura. Vado a trovare la signora che nonostante la fragilità dell’età e la titubanza mi racconta di come si è accorta dei lamenti felini, del possibile “abbandono volontario”dell’animale, e di come, nonostante le perplessità dei vicini, abbia cercato di nutrire il gatto  ed ora voglia  per lui la libertà ed una nuova vita.
Mi indica la strada, guardo le scale immerse nel buio, inspiro a fondo come prima di un tuffo, e scendo una, due, tre rampe di scale sotto terra. Lì, sul fondo di una porta chiusa a chiave, guardando  a lungo nell’oscurità,  infilo titubante il braccio, allungo il cellulare e scatto foto con il flash cercando di trovare un segno, una prova tangibile della presenza felina.
Improvvisamente, dopo quasi mezz’ora e  decine di foto che immortalano solo pareti nere, due fanali di luce appaiono come un lampo…  “la creatura” finalmente palesa la sua esistenza. Mi alzo di scatto  come avessi visto un fantasma,  poi rassicuro la signora con una risata liberatoria.
Si fanno le considerazioni  di dovere come in un telegramma: il gatto c’è, intrappolato ma  momentaneamente al sicuro,  bisogna attivarsi per il recupero per  il giorno successivo. Si preparano trasportino, teli, guanti, gabbia-trappola e ovviamente l’esca perfetta per la missione: una gustosissima scatoletta di sfilaccini di tonno!
Si chiama l'amministratore del palazzo e si fissa un appuntamento per aprire la proprietà privata. Entriamo nella stanza e una massa pelosa “bianca e nera” o meglio “grigio e nera” ci scappa tra le gambe e si infila in una vecchia stufa di ghisa. Dopo l’aiuto provvidenziale di un idraulico e numerosi  sforzi e tentativi  infruttuosi per estrarlo incolume (mai pensare che la potenza  umana possa  vincere sull’istinto di sopravvivenza) si decide di posizionare la gabbia trappola  con  dentro una ciotola di cibo  ed aspettare che “la creatura” si calmi, abbocchi all’esca e si rifugi, da sola al suo interno.
Dopo qualche  ora torno  a controllare...  Alla luce fioca di una lampadina, in fondo ad uno stretto corridoio, rannicchiato nella gabbia, due occhi sbarrati e uno sguardo da killer mi fissano: uno splendido, spaventatissimo, sporchissimo micione!
Il veterinario è già stato allertato ed aspetta solo lui: visita completa,esami e interventi di routine…e soprattutto una bella lavata!
Lo lascio alle cure sapienti del veterinario e lo saluto sussurrandogli una personale benedizione. Benvenuto a bordo “capitano Nemo”… sei stato un recupero impegnativo ed avvincente e la tua nuova avventura comincia da qui!
Nemo  sta bene, è un gatto giovane, sano, negativo fiv-felv ed ora pure sterilizzato. È Visibilmente provato dalla lunga prigionia ed avrà bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi alla presenza umana ed alla vita domestica ma visto lo spirito ed il carattere determinato siamo certi che entro breve troverà dei “compagni d’avventura”che sapranno prendersi cura di lui  e lo  proteggeranno per tutta la vita.
Buona fortuna Nemo!

L.B. - Volontaria Enpa Onlus sezione di Brescia

giovedì 29 dicembre 2016

ENPA Brescia e il caso del cane Moro


ENPA Brescia e il caso del cane Moro
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Apprendiamo con dispi­acere quanto sentenziato ieri mattina nelle aule del Tribunale di Brescia. Un dispiacere che questa volta, però, fa un po' più male del solito. Per questo motivo le nostre considerazioni saranno diverse…non ci addentreremo in analisi giuridiche riportando leggi che sicuramente troverete su molti articoli, c'è già chi, certamente più esperto di noi semplici volontari, si sta battendo per questo… non paventeremo azioni di protesta, badate bene, non stiamo dicendo che ce ne staremo buoni e zitti, solo non è questo il momento.

L'Ente Nazionale Protezione Animali, tra le altre mille attività, da sempre opera in prima linea per la sensibilizzazione della popolazione e rimaniamo basiti di come ancora oggi accadano episodi di questo tipo. Rimaniamo però ancora più attoniti di fronte alle decisioni di coloro che ricoprono, o quantomeno "dovrebbero ricoprire" un ruolo fondamentale in queste vicende. Coloro che ieri hanno catalogato l'uccisione di un cane come "un fatto che non sussiste".

Ed è proprio a loro che vogliamo rivolgerci, con queste poche righe. Sì, perché dopo anni, decenni di impegno da parte di tutti i volontari di tutte le associazioni animaliste del Paese fa davvero tanta rabbia assistere impotenti a questa ennesima ingiustizia…perché di ingiustizia si tratta! Ingiustizia verso il cane Moro, che resterà un'altra morte impunita, ma ingiustizia anche verso chi si è esposto in prima persona documentando quanto stava succedendo, ingiustizia verso chi ha scelto di testimoniare, e infine un'ingiustizia verso tutti coloro che si impegnano, ogni giorno con il proprio esempio, sacrificando tempo e risorse, perché credono in qualcosa, in questo caso nel rispetto e nella tutela di ogni forma di vita.

A che scopo tutto questo, se poi chi per primo dovrebbe applicare leggi ottenute dopo anni di fatica, vanifica il tutto con un "il fatto non sussiste"? Ora, signor giudice, quello che ci sfugge in tutto ciò è cosa, esattamente, non sussista…e dopo tutto questo sfogo l'unica conclusione alla quale siamo giunti è che forse la sola cosa che non sussiste è la volontà di cambiare questa mentalità che persiste nella nostra Provincia, mentalità che sembra vincere ancora una volta, lasciando impunito chi ha compiuto un gesto atroce. Concludendo, ci auguriamo che queste nostre parole non cadano nel vuoto, ma possano lasciare a tutti qualcosa a cui pensare.“

martedì 22 novembre 2016

Cena Della Solidarietà ENPA Brescia Venerdì 2 Dicembre Alle 20.15




ENPA Brescia invita alla Cena della Solidarietà aperta a tutti (volontari, soci, amici) che è una lunga e consolidata tradizione.

Durante la serata verranno estratti i numeri vincenti della nostra lotteria: non dimenticate di comprare qualche biglietto, potreste essere uno dei vincitori dei nostri fantastici premi e senza dimenticare che aiutereste i nostri animali!

La cena con MENÙ VEGAN A 30 euro si terrà presso il ristorante Officina Della Valle (Via Valle Bresciana, 11 a Brescia).

PER PRENOTAZIONI SCRIVETE A pr.brescia@enpa.org indicando nome e cognome dei partecipanti e un numero telefonico da contattare in caso di necessità. La quota della cena sarà versata la sera stessa. In caso di contrattempi vi preghiamo di contattarci per tempo!

MENU' DELLA SERATA
  • Insalatina di orzo e farro, insalata di carciofi, caponatina siciliana, polentina con porcini
  • Vellutata di zucca con castagne e sciroppo d’acero, sciallatielli alle verdure e crema di melanzane
  • Hamburger vegano, verdure grigliate assortite, spaghetti di zucchine, verdure al vapore assortite
  • Macedonia di frutta
  • Acqua vino e caffé

sabato 19 novembre 2016

ENPA Brescia Condanna Vigorosamente L'Uccisione Dell'Ibis E Chiede La Punizione Dei Responsabili



Nelle scorse settimane è accaduto nella nostra provincia l'ennesimo odioso, insensato atto di bracconaggio contro un animale selvatico, in questo caso di una specie particolarmente rara e seriamente minacciata di estinzione.

L'ibis eremita (geronticus eremita) è un uccello che un tempo era diffuso in tutto il bacino mediterraneo, dall'Europa meridionale al nord Africa al Medio Oriente. Attualmente, a causa del bracconaggio, delle modifiche degli habitat e dell'uso dei fitofarmaci in agricoltura, questa specie è in pericolo critico di estinzione: ne rimangono circa cinquecento esemplari localizzati prevalentemente in Marocco.

In Europa si sono attuati dei progetti di reintroduzione, in particolare il progetto Waldrapp in Austria che ha allevato in cattività alcuni ibis per poi reintrodurli in natura, guidandone con ultraleggeri un gruppo in una migrazione fino alla laguna di Orbetello.

Enno, l'ibis ucciso a Darfo Boario Terme, era un giovane esemplare che faceva parte di questo gruppo. E' stato colpito da una scarica di ottanta pallini, come documentato dalle radiografie fatte presso il Cras di Valpredina (BG).

L'ibis è classificato in appendice I CITES, la normativa che mira alla protezione delle specie selvatiche in pericolo di estinzione: questo significa che si tratta di specie particolarmente a rischio, di cui ovviamente è vietata la caccia.

Nonostante questo, persone inqualificabili hanno ucciso questo meraviglioso e prezioso animale, senza badare né alla sua sofferenza, né all'importanza di conservarne la specie: un atto che ENPA giudica oltremodo vile e vergognoso e per cui auspica che le autorità svolgano tutte le indagini necessarie ad individuare il colpevoli. 

Il bracconaggio, per cui la nostra provincia vanta purtroppo un non invidiabile primato nazionale, è un male endemico che deve essere combattuto nel modo più serio, se non si vuole che le future generazioni si trovino a vivere in un mondo povero di biodiversità e di bellezze naturali, un mondo senza vita ed invivibile.